giovedì 27 novembre 2008

RUBRICA: le pagelle di Al

Old School VS SPUGNA TEAM 3 - 9

Peppe: voto 9
Oltre alla affidabilità che lo contraddistingue ormai da diverse partite, ci rivela altre doti: agilità e prontezza di riflessi! Spessissimo si trova ad affrontare quattro (quattro!) avversari davanti alla porta, e spessissimo salva la squadra con parate al limite della forza di gravità. Incolpevole su ogni gol subìto. Superlativo

Franz: voto 7
Si trova davanti un cliente difficile: Kakà. Ma riesce a tenergli testa superbamente; qualche volta si fa superare, ma è bravissimo a leggere le azioni avversarie e marcare immediatamente un altro uomo. Merito suo se la difesa regge in inferiorità numerica. Nella seconda parte della partita avanza la propria posizione ma senza concludere granchè. Sicuro

Oscar: voto 8
Anello di congiunzione tra attacco e difesa, tuttofare della squadra: ruba palla agli attaccanti, imposta le azioni, conclude in porta realizzando pure qualche gol. Rappresenta il lato "estetico" dello Spugna Team facendo spettacolo sul campo con belle giocate, ma a volte esagera. Baricentro

Marco: voto 7
Elemento anomalo dello Spugna Team: meno beve, meglio gioca. Come risolvere il paradosso? boh, intanto godiamoci questa punta che si accentra e si decentra, prova i tiri da lontano e confeziona assist ad Oscar. Purtroppo non riesce ad essere incisivo come in altre partite. Sicuro

venerdì 14 novembre 2008

Rubrica: Il Calcio in Culo

Come promesso eccomi di nuovo da queste parti per una nuova edizione del calcio in culo. Non che ce ne fosse così bisogno, ma sapete, sono stato fermo per così tanto che adesso per sfogarmi devo strafare. Anzi scusate il ritardo ma ci sono stati problemi tecnici. Ad ogni modo ci sono sicuramente delle chiappe da schiappe che potrebbero sentirsi discriminate, e qui non ci sono razzismo, raccomandazioni, discriminazioni, né altro: a ciascuno ciò che merita. E tu sai di meritare, vero Diego?
Innanzi tutto quando si parla di Diego permettetemi di esprimere il mio rispetto e la mia gratitudine: fu lui infatti a lanciare la sfida originale che diede origine alla vita dello Spugna Team. Deve essersi un po’ pentito, avendo collezionato una serie di sconfitte tra le quali ricordiamo con particolare gusto il Memorial Festa della Donna durante il quale fu premiato come una mimosa. Ma torniamo a tempi più attuali.
Spesso, per esaltare le sue incapacità tecniche ci si è riferiti a lui dicendo che contro la sua squadra è come giocare in 6 contro 5, come se Diego valesse 0. Io da sempre mi oppongo a questa visione. Secondo me infatti Diego vale -1, per cui contro la sua squadra, 5-1=4: è come giocare contro 4! Se non ci credete andate a controllare le statistiche, ha vinto solo la prima partita: come dice il detto, i numeri non mentono.
Tuttavia qualcosa è cambiato. Già vedendolo corricchiare goffamente durante il riscaldamento pre-partita mi è sembrato vedere in lui qualcosa di diverso. Ma cosa? Non certo prestanza fisica o coordinazione nei movimenti. Ma cosa? Il campo ha comunque confermato: né Andrea Puddu né Marco Piras riuscivano a saltarlo con la consueta facilità. Anzi, il primo si liberava della palla appena poteva, il secondo tentava di aggirarlo con lunghi giri lungo tutta l’area di rigore. Cosa è successo? L’ho scoperto: è quell’orrido pizzetto unito all’espressione malvagia che spaventava i nostri! Beh, tanto di cappello Diego, adesso contro di te siamo in 6 contro 5 e abbiamo pareggiato. Un calcio in culo di stima e che tu possa tornare quello di una volta, magari con l’aiuto del rasoio.
Potrei chiudere qui ma il piede scalpita…
Un calcio in culo ad Andrea Lovato, anzi 3 calci: uno per non avermi invitato a degustare i tuoi arancini; uno per aver parato troppi tiri; uno perché ho voglia di dartelo!
Un saluto a tutti, specie agli anti-spugneschi ai quali auguriamo schiappitudine in quantità. Come dite? Non ne avete bisogno, siete già pieni? Scusate…
Peppe

mercoledì 12 novembre 2008

RUBRICA: Il calcio in culo

Tempi duri per il calciatore in culo – che sarei io. Da parecchio infatti, sebbene scalpitante, lo stivale non ha trovato chiappe abbastanza schiappe da meritare una bella pedata. Ok, avrei potuto far piovere una montagna di calci sugli Old Schoolers, ma hanno già preso 18 gol, posso mettermi a sparare sulla Croce Rossa? Ma qualcosa è cambiato. Una figura proveniente direttamente dalla mitologia tribale si è issata con prepotenza a un livello di fastidio e schiapposità tale da oscurare tutti gli altri. Con tracotanza le sue chiappe invocano calci poderosi ed eccoti accontentato…


Maghreb!

Scusate se l’ho scritto così piccolo, era per adeguarlo alla sua statura, lo riscrivo: Maghreb! Soprannominato Alessandro Guerrisi, in virtù del nome che compare sulla sua carta d’identità falsa, stiamo proprio parlando di lui, l’africano sosia di Barack Obama. Dai non dite che non avete notato la somiglianza!! Poche differenze li separano, diciamo che Magreb è:

- notevolmente meno carismatico, neanche sua madre forse lo voterebbe, ma neanche come capo condominio;

- decisamente più basso, quanti sono, 20? 30 cm di differenza?

- Assolutamente meno affascinante; avete presente quando ne “il Signore degli Anelli” un orco urla con voce rauca “Trovate il mezz’uomo!” ? Ecco, non dite che non vi viene in mente la brutta faccia di Magreb!

Ma cosa ha fatto per meritare un destro sul deretano? Cominciamo dall’inizio. Arriviamo davanti al campo per la partita e troviamo Ale fuori. “Perché non entri? – Aspetto Maghreb. – Ma scusa lui sa dov’è il campo, ci abbiamo giocato 2 o 3 volte con lui – Si ma non si ricorda. COOOOOOOOSA? Cioè la Montagnola è quella, il campo è quello, e lo adocchi da lontano passeggiare con aria sperduta in Piazza VIII Agosto alla ricerca di..boh! Mah.

Fin qui sarebbe solo ridicolo ma probabilmente prima della partita Maghreb deve aver fatto una riflessione. Ha giocato contro lo Spugna Team forse più volte di tutti, eppure, se andate alla sezione Nemici dello Spugna non è neanche citato. Deve aver realizzato che come nemico non vale granché, anzi sembra più un amuleto porta fortuna. Si, agli avversari però – che saremo noi. Non ricordo infatti se ci abbia mai battuti e se fosse successo deve essere stato molto tempo fa e non per merito suo. Idolo incontrastato di ogni tifoseria tranne la sua, Maghreb ha forse deciso che voleva guadagnarsi una dignità da nemico e per farlo ha seguito l’esempio di uno dei migliori nemici dello Spugna Team: Fabio (che salutiamo)!!!! Ma altro che seguire, qui rischia di surclassare il maestro: ovviamente non parliamo dell’abilità calcistica (ti ringrazio anzi a nome della squadra per i 9-10 tiri che nonostante fossi smarcatissimo hai mandato in tetto) ma nella fastidiosità. Ha iniziato infatti a lamentarsi, a chiamare falli inesistenti, a trattenere la maglia di Marco Piras (memorabile scambio di frasi tra i due alla fine: “sei un avversario veramente duro – ah, per questo mi tiravi sempre la maglia?) e, sua specialità incontrastata, a piagnucolare. Mentre dall’altra parte del campo volavano gomiti, pedate, spallate senza che nessuno si lamenti lui riesce ad annullare un gol a Piras dicendo “Mi hai spinto!”. Cioè lo sa anche lui che non è vero, infatti non ha neanche chiamato fallo, e poi è colpa nostra se pesi un quarto di chilo? E’ un vero peccato che Marco sia stato educato alla cavalleria, che gli impone rispetto e accondiscendenza verso donne ed eunuchi: sarebbe bastato guardarlo male per fargli capire che non fa fesso nessuno.

Un vigoroso calcio in culo a te dunque, caro – si fa per dire – Magreb, e un invito a partecipare alle prossime partite garantendoci così la non sconfitta. E già che ci siamo un calcio in culo anche all’amico che ti sei portato come spettatore. Per lui due domande:

1) Come fai ad essere amico di un tale individuo?

2) Ma non hai niente di meglio da fare che guardare il tuo amico giocare a calcio? Stai messo male allora…


Mi sono dilungato molto per cui al momento mi fermo qui, ma non temete, i calci in culo tornano presto con un’edizione lampo. Altre vittime son già nel mirino, muahahah…


P.S.: Alessandro, non prendertela, lo sai che scherzo e che quando non ti impegni ad essere fastidioso mi stai anche simpatico. Visto che stavolta ti ho chiamato anche per soprannome (cioè Alessandro)?



Peppe


martedì 11 novembre 2008

SPUGNA TEAM VS THE SQUALLOR (alias Diego e i suoi nuovi amichetti)

Che la partita sarà dura per lo Spugna lo si può intuire già dalle formazioni in campo. Lo Spugna sfoggia un sestetto "classic" con Peppe tra i pali, Al e Vincenzo ala destra e sinistra, Piras e Puddu in attacco e Franz ultimo baluardo difensivo. The Squallor presenta una formazione 4-1 con un crescente Lo Vato in porta, una difesa a quattro con Diego e Maghreb centrali, Graziano e un suo amichetto laterali, mentre un sempre più appesantito Apostata a fare da punta cercando di impensierire la difesa avversaria.
Subito lo Spugna fa capire chi comanda in campo e Lo Vato è subito costretto a gettarsi di quà e di là, esibendosi in spesso inutili tuffi, ma sempre spettacolari. Lo Spugna va in vantaggio prima con Piras, poi con Puddu e Al. Gli avversari sono costretti ad inseguire. Lo schema degli Squallor è sempre lo stesso: lanci lunghi per l'Apostata che poi in qualche modo avrebbe dovuto cercare di metterla dentro. Data la goffaggine, la lentezza e la macchinosità delle sue partenze però, l'impresa gli riesce davvero poche volte. Anche perché di fronte si trova un ex capitano che gli ha giurato vendetta. Anche gli stop di petto che sono la caratteristica migliore dell'Apostata (data la superficie corporea), spesso gli sono impediti dalla prontezza di riflessi di Al e Vincenzo che si interponevano con magnifici guizzi. Solo l'appoggio di Graziano consente a The Squallors di risollevarsi. La squadra capitanata da Diego aumenta il pressing, i giovani Piras e Puddu cadono nel tranello, lasciando che lo Spugna si riducesse nella propria metà campo. Aumenta anche la pressione in campo. L'Apostata, che non riesce a brillare quanto avrebbe voluto (diciamo che è una nana nera in quanto a splendore), cerca di utilizzare vecchi trucchetti contro lo Spugna. Niente di meno dignitoso. Chiama falli a destra e a manca, finendo di contagiare anche Maghreb e facendo sembrare che come fu per "Diego e i suoi amichetti" anche per la fintamente-nuova squadra valga il vecchio detto "Vogliono sempre il fallo". Caratteristica che ha fatto dubitare fin da subito della virilità del team.
Ma lo Spugna non si fa gabbare e tiene duro fino alla fine, con un paio di gol di vantaggio. Ma ecco che la scorrettezza degli avversari supera ogni limite nell'annullare un regolarissimo gol a Piras, per un presunto fallo di Maghreb che si era strattonato da solo la maglietta.
Quasi allo scadere The Squallor conquistano il pareggio. E proprio in questi minuti che scompare ogni dubbio sulla virilità dell'Apostata. Appena conquistato il pareggio il cugino della Prostata si toglie (con qualche difficoltà) la pettorina proclamando anzitempo la fine della partita e uscendo vigliaccamente dal campo. Lo Spugna decide che "ci può stare, che magari ci becchiamo anche il gol beffa" e tutti sotto le docce. Ma il conto non è chiuso. Anzi...
Tutto sommato lo Spugna ha tenuto bene, ma non ha brillato. Ale e Peppe sono gli unici davvero in forma. Ale lo dimostra con un fantastico destro da lontano, Peppe nelle sue uscite formidabili e spericolate.
Piras e Puddu fanno un po' di confusione, anche se l'impegno non manca. Vincenzo si infortuna nel primo minuto e Franz dopo aver segnato il solito "gol del capitano" inaugura anche un'infelice (per ora breve) serie di "autogol del capitano".
In ogni caso continua l'imbattibilità dello Spugna, che dimostra di essere cresciuto come squadra e di non rimpiangere nessuno.

Franz

domenica 2 novembre 2008

RUBRICA: Le pagelle di Al

Spugna Team VS Old School 18 – 4



Andrea P.: voto 8.5
Al suo debutto nello Spugna Team dimostra grande spirito di sacrificio: gioca quasi tutta la partita in porta evitando alla squadra fastidiosi problemi tattici; la prestazione tra i pali, a parte una papera che concede il primo gol agli avversari, è buona, anche grazie al lavoro della difesa. Sul finale diventa l’asso nella manica: con un’abile mossa strategica viene piazzato in attacco, dando il colpo di grazia agli avversari già stanchi e demotivati. Da non dimenticare la tripletta. Eroe.

Franz: voto 9
Ormai è un punto di riferimento nel settore difensivo della squadra; si trova a fronteggiare situazioni ostiche quando i terzini rimangono in attacco, ed è sempre impeccabile. Si propone anche in avanti e, nonostante sbagli un gol a dieci centimetri dalla porta vuota, realizza una rete grazie ad un colpo di testa micidiale. Nel finale cede il posto ad Andrea P. e realizza un autogol. Garanzia.

Vincenzo: voto 9
Corre dal calcio d’inizio all’ultima azione. Aggredisce impietosamente gli avversari, diventando in breve tempo il padrone della fascia sinistra. Avanza spesso, al limite dell’eccesso, e prova più volte la conclusione realizzando una doppietta che solo la cattiva sorte non trasforma in qualcosa di più. Quando non avanza imposta le azioni offensive con pregevoli lanci lunghi, e quando la difesa è sguarnita riesce a recuperare velocemente la propria posizione. Ghepardo.

Marco: voto 9.5
La miglior partita nello Spugna Team. Semina il panico nella metà campo avversaria, fa reparto da solo ricevendo palla a centrocampo e portandola fino alla rete. Pressa gli avversari sin dalla loro area, non si fa prendere mai dall’egoismo, anzi fraseggia spesso coi compagni dimostrando una generosità anche eccessiva quando vuole fare segnare il capitano ma combina un pasticcio. Trascina lo Spugna Team con dieci gol, osannato dai compagni di squadra e odiato dagli avversari. In attesa che “Piras” diventi un aggettivo per descrivere una prestazione stratosferica dovremo accontentarci di “Incontenibile”.

Ballottaggio tra i candidati a mascotte dello Spugna Team!

Chi deve essere la mascotte dello Spugna Team?

Lippi nuovo ct dell'Italia. Convocherà lo Spugna Team?

Con lo Spugna in nazionale...

Chi è il Cavaliere Lucano?

Chi andava convocato in nazionale?

La voce del popolo: chi vorresti come nuovo capitano?